Lucca ritardataria

“Amo l’Italia e i suoi scorci, il suo riuscire a dimostrare di essere grande, senza bisogno di avere grandi spazi; quando trovo il tempo, mi dirigo verso i luoghi sconosciuti e nuovi e ogni volta mi ricordo di tutta la passione intrinseca del mio paese.”

E’ stata questa la frase uscita da un insieme d’idee, esattamente quando ho provato a pensare a come avrei potuto descrivere la mia terra a qualcun altro. Quali sono i luoghi che suggerirei di vedere e le esperienze che consiglierei di vivere a qualcuno che non ha visto l’Italia?

Il suo non farsi capire, l’obbligo di guardarla con calma e come vuole lei; è proprio questo che mi piace da morire.
Non dico che non si debbano visitare le piazze rinomate, i monumenti ormai conosciuti in tutto il mondo, ma consiglio di passare oltre, di cercare di vedere l’essenza. Molto spesso si tralascia la vera bellezza, la vera virtù di un luogo, nascosto dietro un angolo, dove puntualmente mi fermo da sola a guardare una scalinata o il ciottolato che cade in fondo alla via.

Partenza lenta, con tutta la calma del caso, Harley accesa e antipioggia pronta: direzione Lucca.
Questa città stupisce, ferma nella sua tranquillità, ricca di verde e perennemente abbracciata dalle sue mura; a inizio maggio abbiamo potuto riempirci gli occhi e la mente del suo verde acceso e frizzante, accentuato dalla pioggia.

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Fortuna che non ci facciamo impressionare dal tempo, perché noi partiamo, anche se non c’è il sole, partiamo per scoprire e per colmare quella voglia di conoscere che ci accomuna, per toccare con mano quel terreno che prima vediamo in foto e poi cerchiamo davvero. Per fermarci sulla strada e guardare più in là, rimanendo sempre più stupiti dal mondo.

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Voglio quindi portarvi a cena con me (in ritardo di oltre un mese) e raccontarvi la seconda Guida Citta-Cibo di Profumi e Parole, che ha come protagonista Lucca, ovviamente, ma anche un pizzico di Pistoia, a cui siamo affezionati.

CITTA’ – CIBO

Lucca

– Tagliere toscano

– Panino “Porchetta Mon Amour

– Tortelli all’affumicata

– Rosticciana con patate

 

Pistoia

– Crostone toscano con pancetta arrotolata arrosto, cipolla caramellata e taleggio

Andiamo con ordine:

TAGLIERE TOSCANO

Un classico che si racconta fetta per fetta, dai salumi ai formaggi tipici, accompagnati da un pane che permette ai sapori di esprimersi a pieno e dal buon vino rosso. Eccoci in Toscana. Giudicate voi. Da segnalare anche le lasagne e le pappardelle al ragù di salsiccia.

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Dove mangiarlo?
Nella “Piccola Osteria Lucca Drento” in Piazza San Frediano 6. D’estate potrete sedervi sui tavolini all’aperto e potrete assaggiare piatti tipici lucchesi, gustandovi tutta l’atmosfera intima della piazza.

PANINO “PORCHETTA MON AMOUR”

Non sarà facile parlare di Panino, dopo che ne avrete assaggiato uno qui. Vi parlo di quello che abbiamo scelto noi, “Porchetta Mon Amour”, il nome la dice lunga. Con un morso, ve ne sarete già innamorati. Pane, porchetta artigianale e pecorino. Caldi. Il tutto accompagnato da una birra artigianale e da risate.

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Dove mangiarlo?
A “La Tana del Boia” in Piazza San Michele 37. Questo posto non ha bisogno di presentazioni, una volta che sarete entrati e avrete sentito il profumo, non vi muoverete più.

TORTELLI ALL’AFFUMICATA

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Tortelli con formaggio e pancetta affumicati, zucchine e panna. Buonissimi… ma non è finita qui: buon vino rosso servito nei fiaschi e…

ROSTICCIANA CON PATATE

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La rosticciana (costolette di maiale) è un piatto tipico toscano, ma qui supera davvero se stessa! Accompagnata da patate al forno condite con olio insieme a un tritato di rosmarino fresco, salvia fresca e sale.

Dove mangiarlo?
Nella “Trattoria da Leo” in via Tegrimi 1, raggiungibile facilmente dalla stupenda Piazza San Michele. Vi sembrerà di essere arrivati nel posto giusto ed effettivamente, dopo cena, vi renderete conto di esserci stati. Provate! E Prenotate!

Per concludere e farvi arrivare a fine post completamente affamati, vi voglio consigliare l’ultimo luogo che accompagna sempre il nostro viaggio di ritorno dalla Toscana.
È un po’ come tornare a casa ogni volta, sederci allo stesso tavolino e respirare quell’aria conosciuta, incontrando sensazioni di qualche anno prima.
La sicurezza del menù, che ormai non guardiamo e la lenta nostalgia del viaggio appena concluso… Orario di pranzo, tranquillità che scivola tra le vie del paese: ci troviamo a Pistoia. Questa volta sole alto e cielo blu con nuvole di un bianco acceso. Due vicoletti e ci siamo.

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Chianti, Crostone toscano con pancetta arrotolata arrosto, cipolla caramellata e taleggio. Vi ho convinti?

Dove mangiarlo?
Alla “Vineria Numero 4” in Via del Lastrone 4. Birre artigianali, hamburger al piatto di Chianina, vini della zona, taglieri e crostoni.
Meraviglia.

Beh, buon viaggio!

Greta

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